Al Peggio, non suona poi così bene, in più la nostra montagna si chiama anche Val d'Inferno! Con questi presupposti sembrerebbe un luogo da evitare, invece è il paradiso!

L'alpeggio fa parte della nostra tradizione agricola millenaria, ove i contadini della pianura e non monticavano i propri animali con un sistema cooperativo affichè si potessero liberare un pò di forza lavoro per prendersi cura dei prati da sfalciare, necessari per "mettere un pò di fieno in cascina" per l'inverno.

Ormai la pratica della Transumanza a piedi è scomparsa, lo spostamento di bestiame avviene con i più comodi autotrasporti, anche se per molti dopo il "comodo" viaggio in camion parte una vera e propria avventura.

Ormai è già un mese che gli animali che hanno bisogno di poche cure sono stanziati ai piedi dell'alpeggio, dove l'erba cresce prima e le manzette, le vacche asciutte e il toro possono tranquillamente godersi una vacanza in anticipo.

Finalmente eccoci in Val D'Inferno, le vacche già al pascolo da ormai 2 mesi ma il caldo incomincia a farsi sentiere e l'erba in "basso" si fa più matura...in alpeggio si cambia musica.
L'aria fresca delle montagne fa si che il riposo delle vacche e il fastidio degli insetti scompaia, l'erba è fresca, ricca e golosa come il latte che è la conseguenza.

In alpeggio si trasferscono Ferdy e Alberto il Casaro, ed insieme gestiscono la madria ed i pascoli! la mangitura come sempre avviene 2 volte al giorno, la mattina verso le 5,30 e la sera verso le 17,00. Una volta munto, rigorosamente a mano, il latte viene trasportato in Casera (Caseificio d'Alpeggio) e subito lavorato.

Qui nasce uno straordinario Formaggio, Il nostro Formai de Mut dell'alta val brembana DOP, fatto solamente con latte di Bruna Alpina Originale, alimentate solo a pascolo senza nessuna aggiunta; la lavorazione è antica con uno sguardo moderno, lavoriamo solamente a latte crudo senza fermenti selezionati aggiunti, tutto il processo è manuale ed il fuoco per scaldare il latte è ancora a legna. La modernità ci aiuta a controllare il procedimento, come un acidimetro che consente di tenere monitoranta la cagliata in tutte le sue fasi.

Ne vengono prodotte solamente circa 80/90 Forme, 1 al giorno e come un quadro, ogni forma ha una sua identità e peculiarità, Alberto il Casaro, l'Artista, interpreta il latte in manieta autentica e ogni forma è l'espressione della fatica delle braccia, dal pascolo e della lavorazione manuale.

Formaggi che racchiudono la nostra storia, che con il loro assaggio, possono farci fare un tuffo in un passato di sapori ormai perduto. Questa è la storia delle nostre montagne che ogni giorno divendiamo dall'oblio della scomparsa.

Non vi resta che armarVi di un coltello e farvi sotto, via con la prima fetta!