La puntata, andata in onda domenica 3 gennaio, si è mossa fra la bella San Pellegrino Terme e gli innevati Piani dell'Avaro, passando per Val Brembana e Val Taleggio dove i due presentatori, Daniela Ferolla e Federico Quaranta, hanno visitato ed incontrato tradizioni, prodotti e luoghi del posto, come il famoso “Biscotto del Bigio” di San Pellegrino, la mucca bruna alpina dell'Agriturismo Ferdy, Arlecchino e la sua casa ad Oneta, il suggestivo borgo di Cornello dei Tasso, fino all'elemento centrale, ovvero i formaggi come il Taleggio e lo Strachitunt. 

La scena scende di “quota”, dove Nicolò Quarteroni racconta alle telecamere la storia della vacca bruna alpina “originale”, una razza che sta quasi scomparendo a causa della necessità di produrre sempre più latte, che questa mucca invece non produce in grande quantità. Nicolò spiega alle telecamere che il loro obiettivo è invece di valorizzare il latte, un prodotto sano che vuole essere lavorato sempre al meglio per produrre formaggi di grande qualità.



All'Agriturismo Ferdy, il proprietario Ferdy Quarteroni racconta delle sue capre orobiche sottolinenando come sia riuscito a collegare questa cultura e tradizione con un prodotto sano quale il latte di capra. Seguendo le capre, il presentatore incontra Giacomo Mojoli che parla del futuro e dello spopolamento del territorio montano, descrivendo il formaggio come un prodotto “unico ma universale” , che deve educare al gusto sensoriale e culturale. Il servizio mostra poi il caseificio dove viene prodotto il “Matuscin” di capra orobica, un formaggio floreale a pasta cotta da grande stagionatura con una forte fragranza, cotto e realizzato grazie all'aiuto di Alberto Ronzoni. Leggi l'articolo completo su "La Voce delle Valli"

La puntata di Linea Verde è stato un successo e lo dimostrano anche gli ascolti:
"Ascolti in salita anche per “Linea Verde” con 3 milioni 204 mila spettatori e il 20 di share. Su Rai2 la seconda parte di "Mezzogiorno in famiglia" segna 1 milione 677 e l'11.3."

Le razze antiche sono al centro della mediaticità solamente per moda o perchè sono una "soluzione" per le piccole economie agricole sopratutto di montagna? la nostra risposta già la sapete, però anche noi ci interroghiamo sui messaggi che si trasmettono sia al grande pubblico sia nel quotidiano.

Poter produrre nel rispetto dell'ambiente, nel benessere animale e cercando di "far quadrare i conti" è la totalità della sostenibilità, parola ormai abusata del suo significato.
Sostenere che l'agricoltura di montagna abbia una sua dignità vuol dire ricercare la sostenibilità totale ossia etica, ecosostenibile, economica. 

L'interrogativo però rimane, applicare queste idee non è per niente facile nè per l'agricoltore nè per il consumatore!
questi prodotti hanno un costo nettamente superiore per le famiglie e difficili da reperire che probabilmente è lo scoglio più grosso, non hanno la comodità di trovare questi formaggi nel bancone del supermercato mentre per gli agricoltori è difficile e più faticoso applicare questi canoni di lavoro, basti pensare alla mungitua a mano del periodo estivo.

dunque cosa facciamo??

Poco ma Buono = Sano e Giusto


NQ