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Cosa stappo a Natale o Capodanno?

giovedì 22 dicembre 2022
Alessandra Divella, Fausto Andi, Nicola Gatta, Champagne Clandestin e Inadre
Cosa stappo a Natale o Capodanno?

Alessandra Divella in mescita nel migliore ristorante del mondo!


La prima riga di questo mini blog è per Alessandra, un orgoglio di casa nostra, in mescita alla corte di Mattia Spedicato e Giulia Caffiero fuoriclasse che danzano sul “flor” di Geranium a Copenaghen, tre stelle Michelin e migliore ristorante al mondo per la 50 best!

Mi ricordo la prima volta che sono andato da Alessandra, una microscopica cantina con una porta chiusa con un lucchetto e mezza cantina quasi in open air. Torchiatura a mano, vini veri, arroganti, profondi! Tutti uniti da un file rouge che racconta la storia di Alessandra.
Sono vini buoni e ormai rari, una buona parte delle bottiglie sono servite all’estero, dove trovano il giusto riconoscimento. Ps. Anche sulle Orobie ne trovate un po'!

  

 
 
 
 

Fausto Andi, fa anche le bolle? Giubilo è una bolla gastronomica di cui si parla sempre poco 


Una mescolanza tra barbera e una bacca georgiana, si colloca in una bolla da tavola a tutto pasto. La bolla rimane fine e profonda, realizzata con un concetto di spumantistica benedettina recuperato da Fausto Andi che 2 ne pensa e 3 ne inventa. Non aspettatevi qualcosa di conosciuto ma di sperimentale e come tale va interpretato.

La bolla si presenza in rosa e non vi consiglio di berla troppo fredda perché (come tutte, ma qui ancora di più) va interpretata come un rosso fresco, dove la carbonica è l’esaltazione organolettica del calice. Divertente anche alla cieca. (Chiaramente è una bastardata).

  

  

 

 
 

Gatta ci cova, ma stavolta il blanc de blancs sboccatura 03/22 è una bomba a mano  

 
È sotto gli occhi di tutti che Nicolone stia facendo passi da gigante (buono) ogni anno, ma secondo me il bello deve ancora venire. Nel metodo classico i cambiamenti sono lenti, non vedo l’ora di assaggiare tutto il lavoro che scaturirà dalle nuove vigne piantate tra i 600/700 metri e tutti gli investimenti fatti nei legni che daranno più complessità alle prossime edizioni, ma nel mentre lo chardonnay dosaggio 0 è una bolla travolgente, compratela prima che se ne accorgano tutti.

    
 
 
Arcano e 8.18 sono forse tra le bolle italiane che possono essere categorizzate come missili, chiaramente costano ma se si parla di botti e di ultimo dell’anno queste sono dei petardi che fanno tremare i cugini di oltralpe.

Due dettagli in più, l’Arcano è un vino maturo, frutto di un affinamento sui lieviti di oltre 15 anni, generalmente un paio di anni di vetro dopo la sboccatura sono il giusto compromesso per stapparla ma comunque già ora è una bottiglia di un’energia matura e soddisfazione nel sorso incredibile per pienezza e tensione circa 470 bot. Prodotte.
La 8.18 è un progetto di perpetuelle di solo chardonnay, 
Ne abbiamo poche poche in esclusiva Ferdy Wild (solo 240 bot.) Qui trovate una bevuta diversa, dove l’unione di 10 annate differenti racconta la storia di un territorio e di un produttore, dopo di che la permanenza sui lieviti è breve per bilanciare i due opposti, 36 mesi. Agrume, Apiario, quella sensazione tipica di miele di tiglio e castagno, acidità e una beva possente. 
 
 
  
   

Champagne Clandestin 

Uno champagne rivoluzionario, ormai sta già diventano introvabile. Molto teso, è gastronomico e tagliente, dunque se siete golosi mettete un bel salame in centro alla tavola e via di fette che stanno in piedi, austral o boreal non hanno paura dei grassi!

Chi si nasconde dietro il progetto?
Recente ed entusiasmante progetto comune di Benoit Doussot (giovanissimo talento borgognone) e Bertrand Gautherot (fondatore e proprietario di Vouette et Sorbeé). Alla base di questo percorso sta la valorizzazione degli appezzamenti rivolti a ovest, tradizionalmente trascurati, più freddi e nascosti in Côte de Bar.

 
 

 

  

62 - I Nadre Metodo Classico


Fabrizio Beatrice crea una bolla di montagna straordinaria, grazie alla lunga permanenza sui lieviti 62! Perché 62 è il suo anno di nascita e questa bottiglia è autodedicata. È uno chardonnay che fermenta in acciaio e nel tempo sviluppa delle leggere complessità ossidative che regalano complessità alla bevuta. L’energia della Concarena vive qui dentro e poi ne vengono realizzate veramente pochissime bottiglie perché Fabrizio di primo lavoro vende trattori e motoseghe in un piccolo emporio agricolo e nel tempo libero si dedica alla sua passione.
 

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