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Bere un vino senza pregiudizio

mercoledì 13 luglio 2022
L'importanza di bere un vino senza pregiudizio e dunque di gustarlo alla cieca, non per il giusto di indovinare ma per attivare tanti piccoli cassetti e motivare il nostro pensiero sui vini. 

Bere un vino senza pregiudizio
Da questa degustazione sono emerse delle cose molto interessanti: il metodo classico è poco sviluppato in Italia, il metodo Perpetua e Solera sono molto interessanti ma vengono confusi nonostante in realtà sono molto diversi. 

Bere alla cieca ci permette di non giudicare un vino o l'altro, ma di sottolineare il coraggio di un vigneron.
Nicola Gatta si è preso la responsabilità di sedersi al tavolo con quattro champagne che partono per forza avvantaggiati - anche solo a livello storico perché l’azienda più giovane che c’era li aveva 50 anni di storia. Due vini si sono tirati un poi indietro in questa sfida e sono Mouzon Leroux & Fils L’Ascendant e J-M Sélèque Solessence. Le altre bottiglie presenti sono state quella di Nicola GattaFrancis Boulard Petraea II che è la bottiglia più importante per storia e sboccata, l’uscita migliore. 
 
Il bello della discussione è proprio questo: degustazioni che non vanno a ricercare ciò che ti aspetti ma che ti sorprendono perché si cerca di leggere il calice e capirlo. 
Non serve pensare a cosa aspettarsi da un vino di una determinata zona, ma serve raccontarlo senza pregiudizi, anche tirando fuori scetticismi - e Nicola Gatta alla fine ce l'ha fatta alla grande. 
Questi momenti di degustazione sono belli così, semplici, moderni, senza sovrastrutture e quello che emerge è la bellezza della condivisione del vino e di quanto valore prende se condiviso.
 
 
 

 
 
Il valore delle degustazioni è quello di essere friendly ma professionali, si parla di valori liberi!
C'è la voglia di mettersi tutti in discussione e l’emozionalità di condividere e bere questi vini insieme, scambiando emozioni in un ambiente che ti permette di essere inclusivo e sviluppare poi dei ragionamenti, una sorta di cultura diffusa a professionisti che erano seduti al tavolo, ad appassionatati e quindi a un pubblico sempre più preparato che si auto-costruisce insieme. 

Le persone che portano la loro bottiglia da casa sono un valore aggiunto da sottolineare. 
Il valore della bottiglia è sempre legato al peso che gli diamo nel momento in cui la beviamo, ed è molto bella questa situazione perché il vino non è fine a se stesso, non è buono uguale in tutti i posti del mondo ma condividerlo, avere delle spiegazioni, dei contorni, dei pareri differenti, porta molto valore alla situazione e quindi non si tratta di un vino che viene preso e messo in cantina, ma un vino che porta con se una storia - è il racconto di più annate messe insieme, di più situazioni e stili diversi e dunque l’unione di tutto questo prende valore nel momento in cui è raccontato e condiviso.
Bere un vino senza pregiudizio
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