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Josko Gravner: Ribolla 2014

venerdì 13 maggio 2022
Quando servi una bottiglia di vino, oltre al liquido che finisce nel bicchiere, c’è l’energia delle emozioni, della storia, delle amicizie.
Josko Gravner: Ribolla 2014
Mi sono innamorato dei vini di josko da profano e ragazzo, quando si trovavano ancora in qualche enoteca con le famigerate etichette bianche; ora centrano poco con il lavoro in anfora, tant’è che li tengo custoditi al ristorante tutti vuoti a ricordo di quelle meravigliose bevute (una di quelle bottiglie la servii e la condivisi direttamente con Mateja in una splendida serata).


Ora i vini sono diversi, molto diversi, il Breg non esiste più, i grandi uomini prendono decisioni forti e quel vino frutto di mescolanza di varietà è sparito per dare spazio alla regina: la ribolla.



Ora Lei è la protagonista principale, ma per Josko lo è sempre stata.
Il lavoro in anfora ha ormai più di 20 anni, nella prima vinificazione a metà anno del 2001 le anfore arrivarono rotte dalla Georgia e così la vinificazione fu divisa tra legno e anfora. Per i grandi vini ci vuole tempo e per Gravner questo tempo è un numero che ricorre spesso, il 7! Infatti oggi sono curiosissimo, con la frenesia di un bambino il 25 di dicembre, di stappare la nuova annata, la 2014.

Annata difficilissima, qualcuno la ricorda come l’annata senza estate, discussa e accolta tragicamente in Piemonte e oggi amata da ogni professionista per immediatezza; qualcuno come Conterno lo aveva detto: “La mia miglior vendemmia degli ultimi anni”, ma fu preso per pazzo! Poi Monfortino prese i 100 punti da Vinous e oggi vale già 1.000€. Per poi demolire la 2016 osannata dal mondo per non vinificare il re della Langa.

Il vino ti smentisce sempre, bisogna saperlo ascoltare e ascoltarlo nel tempo, per questo motivo consiglio spesso di comprare due bottiglie: una da bere e una per conservala, è sempre una buona idea.

Ora, tornando a Gravner, quello che sappiamo di questa 2014 è che la produzione è stata veramente esigua e che purtroppo ogni assegnazione ristorante, enoteca e online è stata ridotta e sarà così per i prossimi anni.

Mentre vi scrivo ciò, devo ancora mettere al naso la nuova annata: ora mi fermo, vado in cantina e con grande curiosità prendo un cavatappi in mano.






Prima di stapparla vorrei non ripetere l’errore dell’anno scorso quando ho venduto tutte le bottiglie in un giorno, privandomi della 2013, a mia memoria una delle ribolle più buone di sempre! 

Con Mateja abbiamo organizzato ormai 2 anni fa una bella degustazione con una verticale di ribolla, 2010, 2011, 2012 e 2003 magnum.

La fortuna e bravura di tenere Josko tutti i giorni della mia vita al calice è quella di cogliere le sfumature e ascoltare la sua anima.

Quello che la ribolla racconta è un bacca selvaggia, difficile da domare e gestire, che regala al naso una connotazione sgrumata di arancia rossa, una parte di freschezza, generalmente muschio di bosco e in bocca grande potenza. La 2013 era eleganza assoluta, la 2012 forse la più ricca per alcol e struttura, la 2011 l’unica annata che non fece Botritis (muffa nubile) e per questo la più rock e diretta (la amo), la 2010 una Tisana di erbe per equilibrio che infatti Mateja decise di bere per prima in degustazione.

Come sarà questa 2014? Ora vado in cantina, promesso.






Stappata!


Curiosissimo, il naso è caldo, molto ricco, quasi inaspettato.
Tutto ciò che la caratterizza è nel calice, sento tantissimo gli agrumi di arancia rossa e questa bellissima connotazione balsamica.





In bocca invece esce l’annata più fresca, ancora tannica, mi fa pensare che avrà molta vita!


La cifra stilistica di Josko è oltremodo indennitaria, bellissima ed emozionante.


Mi piace tantissimo!
Sono solo dispiaciuto che sono state realizzate poche bottiglie ma vi garantisco che le condivideremo con voi alla mescita come da oltre 3 anni abbiamo sempre fatto.


Che meraviglia!
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