Michele, tu sei quello che ha fatto un percorso scolastico, possiamo dirlo?
"Un percorso accademico, sono perito agrario, diplomato nel 2008 e ho subito iniziato a lavorare  in vigna per un'azienda locale e da lì mi sono innamorato non della fatica ma della lavorazione del vino. E da qui... tutto torna! Ho iniziato a innamorarmi del vino grazie alle bottiglie di Alfio, siamo "vicini di casa". Ho aperto la mia azienda nel 2015 partendo da zero, senza eredità di terreni. E partire da zero significa non avere vincoli, da qui il nome "Bastian Cuntrari", perchè siamo l'unica azienda della Valtellina che raccoglie nella parte retica e porta l'uva a vinificare nella parte orobica. Abbiamo recuperato una cantina di inizio 800 e da lì è partito il progetto." Michele - Bastian Cuntrari

La tua storia Alfio, è più familiare. Tu hai una particolarità: avere la vigna collegata. In Valtellina non è così scontata.
"Io provengo da una famiglia di viticoltori, una famiglia contadina, e ho vissuto la vigna da bambino / ragazzo. La vigna era il mio oratorio, le mie ferie, il mio tutto. E alla fine mi aveva quasi un po' nauseato. Adesso le cose sono cambiate, anche io per una piccola parentesi ho fatto altro, per circa 10 anni, poi sono tornato alle origini. Ho preso l'azienda della mamma e ho cominciato a fare vino." - Alfio Mozzi

E invece Piero, come è andata? Tu facevi tutt'altro e ora ti sei incasinato la vita.
"Ho vissuto le mie estati in alpeggio, salendo sul Bernina già a 8 anni, con le guide alpine nei rifugi. La montagna dal giorno 1. In alta quota è tutto più buono, hai una sola bottiglia, te la godi di più, ne bevi meno, non ci sono sprechi. Facendo l'architetto ho deciso di disegnare non più sulla carta o al computer ma disegnare nel vigneto, nei nostri terrazzamenti, di provare ad approcciarmi a un modo diverso di lavorare un po' ripercorrendo quella che è stata la mia gioventù." Piero - Dislivelli