I tuoi vini sono conosciuti si può dire in tutto il mondo, perchè il tuo lavoro agli appassionati è arrivato. Magari non a tutti, ma sono 30 anni di battaglie, di "tu fai e lasciali parlare", frase che ti accompagna in tutte le etichette. Quanto è costato fare il rivoluzionario?
"Non è costato nulla. Una persona è come è, e spera di essere così per sempre. Io ho avuto la fortuna di avere una famiglia meravigliosa e di fare il lavoro più bello del mondo - perché questo è il mio pensiero sul mio lavoro. Tutte le volte che ho fatto qualcosa contro i miei principi me ne sono pentito. A volte ha dato dei risultati eccezionali, ma che non mi appartenevano e di conseguenza erano una delusione."

Nasci nell'Oltrepò pavese, figlio d'arte anche se poi, come dici tu, il figlio fa sempre l'esatto contrario del padre.
"È la differenza generazionale, è giusta e doverosa perché il giovane va verso il futuro mentre il vecchio è il passato. Deve esserci un cambiamento nel rispetto dei valori che sono la base su cui lavorare."

Con te, che sei il più tecnico, ci si ritrova sempre a parlare di tutto, ma non di vino.
"È spiegando il resto che si può capire come viene fatto un vino. L'anima, la forza di un vino è la rappresentazione di quel prodotto nella persona che l'ha prodotto. La produzione del vino è fedele al carattere e alle caratteristiche di chi l'ha prodotto. Un grande vino non è rappresentato dal territorio e dal vitigno, ma da chi l'ha prodotto. Chi riconosce nel vino il produttore riconosce di conseguenza un territorio, un pensiero, una passione, un rispetto, tutto quello in cui il vigneron crede."