Josko Gravner è uno dei più celebri viticoltori del panorama italiano. Si trova in Oslavia, una piccolissima frazione di Gorizia in Friuli Venezia Giulia, a pochi passi dalla Slovenia. Qui si trovano 32 ettari di terra, di cui 15 vitati. Da qui, nasce la celebre Gravner Ribolla 2013.
La celebrità di Gravner deriva dal desiderio di creare un equilibrio con la natura, oltre alla produzione di vini ecologici e biodinamici. Oggi ha il diritto di annoverarsi tra i migliori viticoltori occidentali grazie al suo rispetto per la storia, la biodiversità e la natura.

Hum e Runk: Gravner Ribolla
Nel vigneto Hum serpeggia la storia della famiglia Gravner, vinicoltori da oltre 300 anni. Le viti di Ribolla hanno l’alberello in fila o a ventaglio, un sistema poi replicato in tutti i vigneti di Ribolla. Runk è un vigneto relativamente giovane: nel 2003, fu espiantato il vigneto del 1919 e del 1954, per razionalizzare l’intero appzzamento. Per la prima volta, dopo l’espansione dle terreno, veniva inserito uno stagno tra i vigneti.

Gli stagni
L’uso degli stagni all’interno degli appezzamenti più estesi permettono all’azienda agricola Gravner di ricrare una biodiversità originale: ossia quell’equilibrio naturale che le coltivazioni estensive hanno intenzionalmente distrutto. Dunque ricerca continua di ambienti ecologicamente puliti e naturali: dall’irrigazione fino alla vinificazione.

La cantina
La peculiarità della cantina Gravner è la vinificazione in anfora. Si tratta di una tecnica antichissima. Nell’antica Grecia le anfore e le giare di terracotta erano utilizzate per conservare cibi e bevande fermante. Furono i georgiani ad utilizzare lo stesso metodo per conservare in vino. I qvevri, le anfore per il vino, vengono riempiti con il mosto d’uva, interrati fino alla primavera dell’anno successivo per una fermentazione naturale. Il produtorre per eccellenza di vino in anfora georgiana è Josko Gravner.

Lo scopo è eliminare la meccanizzazione e l’industrializzazione dalla produzione del vino: la terracotta è un materiale che si trova in naturale, ma senza rilasciare aromi come succede invece al lego. Inoltre, mentre il legno tende a perire nel tempo, la terracotta ha una durata pressochè infinita.





Gravner Ribolla 2013
Abbiamo avuto il piacere di degustare Live su Instagram insieme a Mateja Gravner e Oscar Mazzoleni, la nuova annata disponibile: la 2013.

I vini Gravner hanno un’unica prerogativa: non devono passare attraverso un decanter.
La filosofia di fondo è che non devono avvenire alterazioni alla temperatura: la temperatura giusta in cui sorseggiare la Ribolla 2013, come tutte le Ribolle Gravner, è la temperatura della terra in cui viviamo. Ci insegnano: non governiamo la temperatura del giorno nè quella della notte, non abbiamo il potere di decidere se oggi sarà caldo o freddo; dunque lo preleviamo dal luogo in cui ha riposato per tanto tempo, lasciamo che sia il bicchiere a riempirsi senza alterare la naturalezza della sua temperatura.

Il Gravner Ribolla 2013 nasce da un’annata con una resa inferiore rispetto alla media: il risultato è stata una minor quantità di bottiglie, rendendo ancora una volta questo vino estremamente ricercato.

Come ogni Gravner Ribolla, le uve Ribolla fermentano con una lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza alcun controllo della temperatura. A seguito della svinatura e della torchiatura, torna poi in anfora per almeno 5 mesi, prima di iniziare l’affinamento in botti di rovere, dove rimane per 6 anni.

La degustazione di Gravner Ribolla 2013
Gravner Ribolla 2013 si presenta 14% alcol. Al gusto elegantissima, e a detta di Oscar più golosa rispetto ad annate più vecchie, che hanno richiesto più tempo per arrivare a questo livello di godibilità. Alla vista presenta un colore ambrato, mentre al naso ha sfumature balsamiche di bosco.

Per descrivere il Gravner Ribolla 2013 bastano tre parole: fine, elegante, pulito.