La Wild Family adora il foraging, e ogni primavera ne prepara i prodotti della Dispensa. Si tratta di prodotti estremamente limitati, perchè le erbe spontanee variano notevolmente ogni anno, e crescono solo in determinati periodi.

Certo è che per Ferdy Wild, prima ancora di sperimentazione e creatività, foraging è sinonimo di tradizione contadina, che ancora oggi si desidera tramandare di generazione in generazione.


L'aglio Orsino

L'aglio Orsino deriva il suo nome dal fatto che, non appena usciti dal letargo, gli orsi ne raccolgano il più possibile e se ne cibino ghiottamente.
Il sapore dell'aglio orsino è infatti estremamente piacevole e leggero, a differenza del classico aglio, per questo molte volte è preferito.
Oltre a poter essere utilizzato per creare salse e accompagnamenti, l'aglio orsino è ricolmo di proprietà benefiche: si tratta infatti di una pianta depurativa, antisettica, antiasmatica, ipotensiva, vaso dilatatrice e tanto altro ancora.




Il Romice Alpino

Il Romice o Rabarbaro Alpino (rumex alpinus), per esempio, viene raccolto solo in estate. Si tratta di un’erba spontanea formata da una grande foglia rossastra che cresce solo oltre i 1600 metri di altezza.
Una volta raccolto, viene pulito e lavorato a fresco.
La pianta ha proprietà depurative, diuretiche e lassative.


I Boccioli di Tarassaco

I boccioli di Tarassaco sono forse una delle erbe spontanee del foraging più famose. Il Tarassaco è un’erba spontanea perenne, si distingue per il giallo lucente della sua infiorescenza. Cresce a diverse altitudini, sia in clima temperato, che oltre i 2000 metri di altezza.
Nel Medioevo, il Tarassaco era utilizzato contro le malattie epatiche o le nefropatie. In effetti, pochi secoli dopo, farmacisti e naturalisti si accorsero che aveva effettive proprietà diuretiche.
Il Tarassaco è in grado di stimolare le funzionalità biliari, depurare il fegato e i reni dalle tossine, e addirittura favorire la digestione.
Oggi il Tarassaco in cucina è utilizzato in diversi modi, dalla preparazione di frittate e frittelle, fino alla conserva di boccioli sottaceto.




Il Parük Inferno

Alle spalle del Parük c’è una leggenda: Enrico IV di Navarra, nel 1600, aprì i cancelli del suo reame alla popolazione deperita dalla fame e dalla sete, permettendo loro di cibarsi delle erbe spoontanee che crescevano nel suo giardino reale. Per ringraziarlo di un tale gesto, la popolazione gli dedicò una delle piante trovate, dal gradevole sapore: lo spinacio selvatico che oggi conosciamo come Parük o Buon Enrico.
Il Parük Inferno ha un gusto molto elegante, e viene utilizzato per creare salse che possono accompagnare primi o secondi.


Il foraging e l'amore per la natura

Naturalmente questi sono solo alcuni esempi di tutto ciò che può essere creato e prodotto attraverso l'attività di foraging. Molti chef stanno riscoprendo le erbe spontanee del sottobosco, utilizzandole come materia prima in piatti creativi e sorprendenti.Per noi il foraging è sinonimo di tradizione montana, ma anche di rispetto e amore per la natura.