Perchè abbiamo portato le api così in alta quota e abbiamo provato a fare questo miele?
L’animo Ferdy Wild è sempre alla ricerca di prodotti puri di estrema montagna, quest’anno abbiamo deciso di fare un miele di altissima quota in Val d’Inferno, a 2000 masl, dove le nostre Api Wild potessero bottinare lontano dall’inquinamento. L’idea era quella di raccogliere tutte le essenze dei fiori dei nostri pascoli di alta quota e concentrarle in un miele che fosse l’espressione del nostro terroir, come abbiamo sempre fatto con il nostro Formai de Mut, la nostra massima espressione casearia.
 
Quali sono le differenze rispetto al miele classico?
Tutti i prodotti fatti in montagna hanno qualcosa che le accomuna: finezza, eleganza e florealità. Il nostro miele da pascolo di alta quota, oltre alle sue proprietà nutritive, esprime un sapore leggermente caramellato, erbaceo e persistente, tutti sentori di un grande miele.
 
Quali sono i tempi impiegati per la produzione?
Abbiamo lasciato le nostre arnie per un mese e mezzo nei pascoli vicino alla nostra casera a 1400 masl, le api infatti vanno di bottinare sui pendii alti per poi scendere cariche. Non eravamo sicuri di cosa avremmo ottenuto, ed eravamo molto curiosi, ma anche consapevoli che le api avrebbero potuto non produrre nulla, in alta montagna possono bastare giorni di temporale per danneggiare le api e la loro regina. Abbiamo voluto provarci: quest’anno le nostre api wild ce l’hanno fatta, i prossimi anni lo scopriremo.
 
Chi se ne è occupato?
Abbiamo da sempre avuto le nostre api e fatto miele di montagna nel bosco retrostante il nostro agriturismo, le fioriture sono principalmente tarassaco, millefiori, tiglio, acacia e castagno. Quest’anno abbiamo deciso di provare una nuova esperienza in condivisione con un altro appassionato di api in alta quota; le api sono state posizionate vicino alla casera della Val d’Inferno e sono state monitorate da Ferdy e Manuel.
 
Quale sarà la prossima sfida wild?
Siamo sempre alla ricerca di nuovi prodotti di artigianalità emozionante estrema, c’è ancora tanto da fare nel campo del foraging che abbia un legame con le nostre tradizioni. L’idea è sempre quella di mantenere una connessione con il territorio, tutelarlo ed esprimerlo.