È infatti dall'esperienza della madre che ha appreso qualità e usi di erbe e radici che crescono spontaneamente nei prati della sua e nostra infanzia, a Ornica.
 
Le stesse erbe e le stesse radici che raccoglie da sempre e che lo hanno ispirato per la realizzazione di uno dei liquori più ricercati, l'Amaro del Ferdy. Un'infusione che è un concentrato della nostra montagna orobica, oltre che di un sapere antico, e che va assaporata sorso dopo sorso, meglio ancora se al tepore di un camino dove arde della legna.
 
Sono cinque gli ingredienti montani che impreziosiscono il liquore, ciascuno dei quali richiama in Ferdy ricordi di un passato non troppo lontano:
  • I fiori di Achillea che mamma Petronilla aveva l'abitudine di bollire in acqua; un fiore rosa e bianco di rara bellezza e molto facile da raccogliere, il loro infuso era in grado di far passare i dolori.
  • La radice di Genziana, di un amaro persistente e penetrante.
  • Un'erba spontanea di nome Angelica con la quale papà Nazzareno era solito preparare uno sciroppo.
  • Di Menta che, al solo calpestarla, sprigiona un'essenza fortissima.
  • Del Timo serpillo che per Ferdy è il Re dei profumi. Il Timo gli ricorda quando, da piccolo, saliva sul fienile, durante il periodo della fienagione e nonostante fosse immerso in mille aromi, quello inebriante e pungente del Timo serpillo ne usciva sempre vincitore. Un profumo che evoca la montagna vera, libera e selvaggia.
 
La loro miscela sprigiona in bocca una fresca sensazione.